La Decrescita è una teoria economica, sociale e culturale fondata su una visione ecosistemica della vita umana sulla Terra.

In campo economico essa si oppone alla prassi della crescita illimitata della produzione e all’interpretazione del PIL come indice del benessere e di conseguenza all’identificazione del concetto di bene con quello di merce.
La Decrescita sostiene al contrario una prassi produttiva basata sul concetto di sufficienza, quantitativamente stabile, ambientalmente sostenibile e articolata sui tre livelli dell’autoproduzione individuale, della cooperazione solidale all’interno della comunità locale e del mercato la cui sfera d’azione sarebbe limitata ai soli beni non producibili nei primi due livelli.

In campo sociale essa tende, sul modello delle comunità ghandiane, a un’organizzazione basata su una rete di comunità di piccole dimensioni, egualitarie, non competitive e non violente, basate su rapporti di solidarietà, sia al loro interno che con tutto ciò che le circonda ovvero con le altre comunità umane e con gli ecosistemi dai quali dipende la loro sopravvivenza.

In campo culturale l’elemento centrale è l’abbandono del pregiudizio antropocentrico in quanto modello culturale della società dellacrescita e del dominio. Come conseguenza di ciò la Decrescita, coerentemente intesa, non vede negli ecosistemi un “patrimonio naturale” a disposizione dell’uomo, da ripartire con equità “tra gli esseri attualmente viventi dell’umanità” (Latouche) bensì una “casa comune a tutte le specie viventi” nella quale ogni azione umana è finalizzata alla sua corretta gestione “in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio” (Pallante).
La Decrescita pone inoltre in primo piano gli aspetti immateriali (culturali ed etici) della vita umana, cui tutti gli altri sono finalizzati.

scritto da Filippo Schillaci

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