Dal 27 settembre l’umanità è già in deficit ecologico. Vuol dire che per quest’anno abbiamo esaurito tutte le risorse naturali disponibili e inizieremo a consumare quelle riservate al prossimo. Con effetti che sono sotto gli occhi di tutti.

Ci siamo, abbiamo finito le risorse e non ce ne sono altre. È l’overshoot day: oggi 27 settembre l’umanità entra in deficit ecologico. Vuol dire che per quest’anno abbiamo esaurito tutte le risorse naturali disponibili e inizieremo a consumare quelle riservate al prossimo. Insomma, da domani metteremo mano ai risparmi che si andranno a sottrarre dal capitale ecologico ed ambientale del futuro del pianeta. Ma come siamo arrivati a questo punto? Per una inesorabile legge dell’economia: spendiamo più di quanto abbiamo. Anche in termini di risorse.

Spiega Mathis Wackernagel presidente del Global footprint network, l’associazione internazionale che calcola ogni anno la spesa ecologica dell’umanità: «Se vogliamo mantenere la società stabili e vivere bene non possiamo più sostenere un deficit di bilancio sempre più ampio tra ciò che la natura è in grado di fornire e quanto le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono». È dal 1970 in poi che le attività umane hanno superato la soglia critica di sfruttamento delle risorse del pianeta e la domanda ha iniziato a superare l’offerta in una condizione nota come superamento ecologico.

Secondo il Global footprint network stando così le cose iniziano a volerci risorse disponibili tra 1,2 e 1,5 pianeti in più per sostenere la domanda, ed entro la prima metà del secolo avremo bisogno di 2 pianeti. Il fatto che stiamo utilizzando la «spesa» naturale più veloce di quanto possa si ricostituire è come avere le uscite superiori alle entrate, vivere al di sopra delle nostre possibilità in termini di consumo di suolo, risorse energetiche e ambientali.

In termini planetari, i risultati dei nostri consumi «spensierati» sono sotto gli occhi di tutti: il clima sta cambiando, la CO2 è emessa più velocemente di quanto possa essere riassorbita dalle foreste e mari, la capacità della natura di rigenerare le risorse e assorbire i rifiuti si è ridotta, le foreste si restringono, i laghi scompaiono con la conseguente perdita di specie e il collasso della pesca d’acqua dolce. Un circolo poco virtuoso che la new economics foundation ha cercato di rendere più comprensibile inventando l’earth overshoot day, aiutando a capire come siamo «fuori budget» nel nostro uso della natura.
pubblicato da: linkiesta